Accordo firmato tra DIH di Confartigianato Imprese Vicenza e l’Istituto Italiano di Tecnologia

Sabato 5 ottobre al Teatro Olimpico di Vicenza si è tenuta la firma dell’accordo siglato tra Confartigianato Imprese Vicenza, attraverso il suo Digital Innovation Hub, e l’Istituto Italiano di Tecnologia, la più grande associazione di MPMI d’Italia, per promuovere e sostenere l’applicabilità e il trasferimento tecnologico delle attività di ricerca IIT nel tessuto imprenditoriale del nord-est.

I ricercatori dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova, attraverso il DIH Vicenza, avranno l’opportunità di testare la praticabilità e l’efficienza dei prodotti della loro ricerca nel tessuto produttivo delle imprese vicentine.
Robotica, nanomateriali, tecnologie per le scienze della vita e scienze computazionali saranno le macro aree oggetto dell’accordo con particolare attenzione ai temi della robotica collaborativa in ambito industriale.

Daniele Pucci, team leader nel campo della robotica dell’Istituto Italiano di Tecnologia, in occasione della sua partecipazione a CITEMOS, in svolgimento fino al 12 ottobre a Vicenza, ha illustrato, con Pietro Franscesco De Lotto, Direttore Generale di Confartigianato Vicenza, l’importanza strategica di questo accordo triennale per lo sviluppo della ricerca e del suo trasferimento sul mercato.
La collaborazione parte dalle quattro aree di ricerca dell’Istituto (robotica, nanomateriali, tecnologie per le scienze della vita, scienze computazionali) e prevede lo svolgimento di studi e ricerche innovativi da parte dello stesso Istituto, con l’obiettivo di misurarne la trasferibilità al tessuto imprenditoriale costituito principalmente da MPMI.

La robotica collaborativa, assistiva, e l’intelligenza artificiale in ambito manifatturiero saranno le tematiche principali della collaborazione che vedrà impegnati congiuntamente lo staff IIT, il DIH di Confartigianato Vicenza e le imprese del nord-est.
A tal fine lo staff scientifico IIT e i suoi studenti di dottorato potranno sperimentare nuovi modelli collaborativi e attività didattiche integrative che prevedono anche l’utilizzazione di attrezzature e servizi logistici delle aziende del network di Confartigianato Vicenza.

Inoltre è prevista l’organizzazione congiunta di convegni, corsi e workshop per favorire l’adozione delle più recenti tecnologie nelle imprese che stanno intraprendendo il percorso previsto dal piano governativo “Industria 4.0”. L’attività sarà ospitata dal Digital Innovation Hub (che si sviluppa in 650 mq nella sede di Confartigianato in via Fermi, 134 – Vicenza) che diverrà a tutti gli effetti un punto di incontro tra le MPMI e i ricercatori IIT.

“Sarà un piacere e un privilegio aprire le porte del Digital Innovation Hub a Giorgio Metta e a un centro di ricerca d’eccellenza nel campo delle tecnologie emergenti – ha dichiarato Pietro Francesco De Lotto, Direttore Generale di Confartigianato Vicenza -. Questo accordo conferma la credibilità di una proposta e la qualità di un team, quello del DIH, che dimostra ancora una volta di sapersi confrontare con eccellenze di assoluto rilievo nel panorama mondiale. Per noi sarà di priorità assoluta avviare progetti di sviluppo e testing di alcune tecnologie abilitanti più mature, tra quelle studiate dai gruppi dell’IIT, in particolare l’Intelligenza Artificiale e la robotica, per cercare di accelerarne l’adozione all’interno delle piccole imprese manifatturiere. La competitività delle Pmi, infatti, nei prossimi tre anni sarà sempre più influenzata dalla capacità di saper sfruttare sapientemente tali tecnologie. La scommessa del Digital Innovation Hub è proprio quella di favorire il cambiamento e stimolare la curiosità delle imprese potendo contare sul supporto di un partner eccezionale come IIT”.

“Il protocollo di intesa siglato da IIT e Confartigianato Vicenza sottolinea la volontà del comparto delle piccole e medie imprese di avvicinarsi alle nuove tecnologie per essere sempre più competitivi sul mercato internazionale – dichiara Giorgio Metta Direttore Scientifico IIT -. Questa collaborazione è un segnale importante che indica come la robotica e il digitale siano una risorsa per il tessuto produttivo nazionale e possano creare nuove opportunità commerciali e aumentare l’occupazione attraverso un intenso processo formativo che preveda una stretta sinergia tra ricerca e realtà imprenditoriali”.

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